di Oliviero Casale e Paola Rinaldi
Dalla compliance informativa alla disciplina della transizione, il ruolo della serie ISO 32200
La finanza sostenibile, nella sua configurazione contemporanea, non è più descrivibile come un insieme di prodotti “green” collocati ai margini dell’offerta finanziaria. È un’evoluzione strutturale del modo in cui le istituzioni finanziarie definiscono orientamento strategico, traducono tale orientamento in scelte operative e rendono verificabili le dichiarazioni pubbliche mediante dati comparabili e processi tracciabili. Questa trasformazione si manifesta lungo tre assi che tendono a sovrapporsi. Integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nelle decisioni di investimento e di credito. Gestione di rischi, opportunità e impatti, con crescente attenzione alla doppia materialità. Trasparenza come infrastruttura di mercato, perché senza disclosure comparabili e senza basi terminologiche solide, la sostenibilità resta esposta a frammentazione e greenwashing. “ISO/TR 32220:2021” riconosce che la pratica della finanza sostenibile evolve rapidamente e che occorre stabilizzare concetti e termini d’uso comune per facilitare la comunicazione tra attori su scala globale, chiarendo al contempo che l’ampia accettazione di un termine non equivale a un endorsement formale tramite il processo di consenso proprio degli International Standards con requisiti. [2]

Il contesto europeo 2025
Ambizione, disponibilità dei dati e semplificazione come variabile competitiva
Nel quadro europeo, l’architettura regolatoria della finanza sostenibile si è consolidata attraverso obblighi di disclosure e classificazioni che richiedono dati, procedure e responsabilità interne robuste. Il Regolamento (UE) 2019/2088 ha imposto un livello nuovo di trasparenza sui rischi di sostenibilità e sulle caratteristiche dei prodotti finanziari. [7] Il Regolamento (UE) 2020/852 ha istituito la tassonomia come framework per facilitare gli investimenti sostenibili, demandando a criteri tecnici e atti delegati la concreta operazionalizzazione del concetto di attività ecosostenibile e i modelli di rendicontazione e i KPI. [6] La stratificazione tra Regolamento Tassonomia e atti delegati su criteri e disclosure è ricostruita anche nella nota “Taxonomy_Note”, utile per comprendere evoluzione dei template e segmentazione per tipologia di soggetto. [8]
Il 2025 introduce però una variabile ulteriore che incide direttamente sull’implementazione e, di conseguenza, sulla domanda di standardizzazione tecnica. È la semplificazione come politica economica e come risposta alla complessità operativa del reporting. La proposta COM(2025) 80 final inserisce il tema in una cornice di competitività e resilienza, richiamando gli oneri di conformità associati a CSRD e CSDDD e l’obiettivo politico di ridurre gli obblighi informativi almeno del 25 per cento, con un’agenda che dichiara la necessità di andare oltre un approccio incrementale e di agire con maggiore audacia nella razionalizzazione delle regole. [9] Nella stessa proposta viene esplicitata la logica di contenimento delle ripercussioni a cascata lungo la catena del valore, ricordando che la CSRD richiede informazioni sulla catena del valore nella misura necessaria a comprendere impatti, rischi e opportunità, e che esiste già un limite che impedisce agli ESRS di imporre richieste alle PMI oltre un principio proporzionato, limite che la proposta intende estendere e rafforzare, applicandolo direttamente all’impresa che rendiconta e proteggendo tutte le imprese fino a 1.000 dipendenti, non soltanto le PMI. [9]
In tale quadro, COM(2025) 80 final presenta una traiettoria di ricalibrazione che tocca quattro snodi rilevanti per gli operatori finanziari e per la credibilità dell’ecosistema informativo. Primo snodo è la soglia. La proposta indica che una proposta legislativa distinta presentata parallelamente ridurrebbe di circa l’80 per cento il numero di imprese soggette a obblighi vincolanti di rendicontazione, escludendo grandi imprese con meno di 1.000 dipendenti e le PMI quotate, con obblighi concentrati sulle grandi imprese con più di 1.000 dipendenti e con ricavi delle vendite e delle prestazioni superiori a 50 milioni di euro o bilancio superiore a 25 milioni di euro. [9] Secondo snodo è il canale volontario. Per le imprese fuori obbligo, la Commissione propone un principio proporzionato basato sul VSME elaborato dall’EFRAG, da adottare con atto delegato, e preannuncia nel frattempo una raccomandazione sulla rendicontazione volontaria per rispondere alla domanda del mercato. [9] Terzo snodo è l’architettura degli standard. La proposta indica l’assenza di standard settoriali, evitando un aumento del numero di elementi informativi. [9] Quarto snodo è l’assurance. La proposta afferma l’eliminazione della possibilità di passare da un obbligo di attestazione della conformità con livello di sicurezza limitato a un obbligo finalizzato all’acquisizione di un livello di ragionevole sicurezza, al fine di chiarire che non ci saranno futuri aumenti dei costi di attestazione, sostituendo inoltre l’adozione di standard di assurance entro il 2026 con la pubblicazione di orientamenti mirati nello stesso anno. [9]
La dimensione istituzionale e procedurale di questa ricalibrazione è documentata dalla nota del Consiglio del 13 ottobre 2025, che ricostruisce l’istituzione del sottogruppo Antici dedicato alla semplificazione, l’adozione accelerata delle misure “stop-the-clock” su CSRD e CS3D e il raggiungimento di un mandato negoziale sul fascicolo “contenutistico”. [10] La stessa nota rende più preciso il profilo delle soglie e degli alleggerimenti. In materia CSRD, ricorda la proposta della Commissione di innalzare la soglia a 1.000 dipendenti ed escludere le PMI quotate, e aggiunge che il mandato del Consiglio ha introdotto una soglia aggiuntiva di ricavi netti delle vendite e delle prestazioni superiore a 450 milioni di euro, oltre a semplificazioni sulle disposizioni di attestazione della conformità. [10] Per la CSDDD, pur non essendo oggetto originario della proposta quanto all’ambito, la nota segnala che il Consiglio ha aumentato le soglie a 5.000 dipendenti e a 1,5 miliardi di euro di fatturato netto, e ha rinviato di due anni l’obbligo di adottare piani di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici, mantenendo meccanismi di estensione degli obblighi di individuazione e valutazione in presenza di informazioni oggettive e verificabili oltre i partner commerciali diretti. [10]
In parallelo, la “Platform on Sustainable Finance” nel report di febbraio 2025 collega in modo molto operativo disponibilità dei dati, coerenza dell’assurance e maturità dei controlli interni, insistendo sulla necessità che le imprese applichino alla disclosure di sostenibilità controlli interni analoghi a quelli dell’informativa finanziaria e richiamando la necessità di guidance tempestiva sull’assurance del reporting tassonomico e su soglie e principi di materialità, in un percorso che punta alla ragionevole assurance nel tempo. [4]
Questo quadro spiega perché la normazione ISO abbia oggi un ruolo abilitante. In un ambiente in cui la regolazione evolve e tende a semplificare, gli standard internazionali possono offrire una piattaforma metodologica che stabilizza processi e responsabilità interne e consente di produrre informazioni coerenti senza moltiplicare i costi di compliance.
ISO/TC 322 e la costruzione di una serie coerente per la finanza sostenibile

La serie ISO/TC 322 può essere letta come una filiera logica che parte dai concetti, passa ai principi e alle modalità di implementazione organizzativa e arriva ai requisiti su prodotti, transizione e dati. “ISO/TR 32220:2021” svolge la funzione di base concettuale e lessico condiviso, organizzando i termini in aree che includono concetti di base, principi e regolazione, prodotti e servizi, verifica e disclosure, iniziative e organizzazioni internazionali, e chiarendo che la selezione privilegia fonti sovranazionali o autorità nazionali e termini di interesse internazionale. [2] “ISO 32210:2022” costruisce l’architettura organizzativa, traducendo la sostenibilità in un framework di principi e guida all’implementazione che si estende dalla governance alla misurazione e al reporting. [1] Su questa base si collocano i documenti applicativi, tra cui “ISO/TS 32211” sui prodotti e servizi e, soprattutto, “ISO/FDIS 32212” [12] sulla pianificazione della transizione net zero, che porta la finanza sostenibile dentro un dispositivo di strategic transition planning con requisiti e raccomandazioni destinati alle istituzioni finanziarie.
ISO 32210 come architettura organizzativa
Il punto di partenza che rende operativa la sostenibilità
ISO 32210:2022 rende esplicito che la sostenibilità, nel settore finanziario, deve essere governata come un sistema e non come un insieme di iniziative isolate. Il documento struttura i principi lungo una catena logica che include governance e cultura, allineamento strategico e obiettivi, gestione di rischi e opportunità e valutazione degli impatti, coinvolgimento degli stakeholder, monitoraggio e misurazione, reporting e trasparenza con assurance, fino al miglioramento continuo e all’incremento dell’ambizione. [1] Sul piano applicativo, il valore aggiunto dello standard è la capacità di ancorare la sostenibilità a output organizzativi verificabili, tra cui una sustainability statement o policy, obiettivi strategici su temi materiali, metriche e KPI, responsabilità di vertice, stakeholder engagement, registri di impatti materiali, benchmarking e gap analysis, transition plan, strategic implementation plan, scenario analysis e piani di mitigazione, reporting pubblico e, ove applicabile, assurance esterna. [1]
La connessione con l’Europa 2025 è diretta. La proposta COM(2025) 80 final insiste sul contenimento degli effetti a cascata lungo la catena del valore e sul rafforzamento di limiti e proporzionalità, elementi che richiedono alle istituzioni finanziarie un presidio più maturo delle proprie richieste informative verso clienti e controparti e una maggiore disciplina nella definizione di ciò che è realmente necessario, quindi materialmente rilevante. [9] ISO 32210 offre una base metodologica per tale disciplina, perché collega materialità, governance, coinvolgimento degli stakeholder e sistemi di misurazione e reporting a un ciclo di miglioramento continuo, rendendo più naturale l’allineamento tra richieste informative esterne e capacità interne di produzione del dato. [1] Laddove l’architettura europea ricalibri soglie e obblighi e riduca l’ampiezza del perimetro vincolante, la stabilità del sistema di gestione interno diventa un fattore di continuità e di qualità dell’informazione, utile anche per preservare comparabilità e credibilità complessiva del framework. [9] [10]
ISO/TR 32220 come infrastruttura semantica e mappa delle iniziative
“ISO/TR 32220:2021” è cruciale perché la finanza sostenibile è un dominio in cui lessico e categorie determinano la sostanza delle decisioni. Il report chiarisce che, data la rapida evoluzione della pratica e la presenza di approcci regionali e nazionali differenti, è necessario disporre di concetti e termini di uso comune per facilitare comprensione e comunicazione tra regolatori, banche, asset manager, investitori, iniziative internazionali e ricercatori, selezionandoli in base alla loro diffusione e alle fonti di riferimento. [2] Questa funzione diventa ancora più importante quando, come mostrano COM(2025) 80 final e lo stato di avanzamento dei lavori in Consiglio, il sistema normativo viene ricalibrato per semplificare, modificare soglie e ridefinire modalità di assurance, senza perdere coerenza e credibilità. [9] [10] La stabilità semantica consente, in pratica, di mantenere comparabilità anche mentre cambiano perimetri, tempi e strumenti di rendicontazione.
ISO/FDIS 32212 e la disciplina della transizione net zero
Dalla dichiarazione di intenti alla pianificazione strategica integrata
“ISO/FDIS 32212 Sustainable finance — Net zero transition planning for financial institutions” porta la serie ISO/TC 322 nel punto in cui oggi si concentra l’attenzione del mercato, la qualità dei piani di transizione. Il documento, in fase di approvazione, specifica requisiti e raccomandazioni e guidance correlata per la pianificazione strategica della transizione delle istituzioni finanziarie, con l’obiettivo di proteggere e accrescere valore sostenendo la risposta e il contributo a un’economia globale net zero e climaticamente resiliente, e con un esplicito allineamento alle finalità di temperatura e resilienza dell’Accordo di Parigi. La rilevanza è duplice. Da un lato, la norma rende la transizione un oggetto governabile tramite policy e processi robusti integrati nelle attività finanziarie, includendo lending, assicurazione, investimenti come asset owner e asset manager e attività di mercato dei capitali, limitatamente a ciò che l’istituzione può controllare o influenzare. Dall’altro, limita l’uso opportunistico dello standard affermando che non sono accettabili dichiarazioni di conformità se non quando tutti i requisiti sono incorporati nei processi e soddisfatti senza esclusioni.
In un contesto europeo che discute rinvii, soglie e semplificazioni, questo punto assume un significato specifico. Se una parte del perimetro rendicontativo viene rinviata o resa meno estesa, la domanda di credibilità si sposta ancora di più sulla qualità dei piani di transizione e sulla capacità di dimostrare coerenza tra obiettivi, target e scelte operative. [9] [10] ISO/FDIS 32212 offre quindi una piattaforma tecnica che rafforza la “disciplina interna” della transizione [12], rendendo meno dipendente la credibilità dal solo impianto di reporting e più dipendente dalla robustezza dei processi e dall’integrazione nelle attività core, in piena coerenza con la logica di ISO 32210. [1]
Le norme in lavorazione come completamento del quadro
Prodotti, dati, tecnologia e mercati dei carbon credit
La robustezza dell’impianto ISO/TC 322 aumenta se si osserva che, oltre alla pianificazione della transizione, la serie presidia i due fattori che più influenzano credibilità e comparabilità, cioè prodotti e dati. “ISO/TS 32211” affronta requisiti e guida per prodotti e servizi di finanza sostenibile, agendo sul rischio di ambiguità commerciale e greenwashing lato offerta. “ISO/AWI TS 32214” interviene sul tema dell’interoperabilità informativa nei mercati dei crediti di carbonio, fissando un data model di riferimento e una tassonomia comune per descrivere progetti e unità, escludendo la valutazione della qualità dei crediti e la standardizzazione dei processi di creazione e verifica [13]. “ISO/WD TS 32219” lavora sul linguaggio e sui casi d’uso ICT relativi a impatti e rischi, includendo tecnologie in uso e un set minimo di indicatori, coerentemente con la centralità che i documenti UE 2025 attribuiscono a qualità e disponibilità dei dati e a un percorso di assurance capace di ridurre interpretazioni soggettive. [4] [5] [13]
Regolazione che si ricalibra e standard che stabilizzano l’operatività
Il 2025 europeo mostra una traiettoria chiara. La finanza sostenibile resta un pilastro della transizione, ma la sua architettura normativa viene ricalibrata per essere più praticabile e competitiva, attraverso proposte legislative, procedure accelerate, mandati negoziali e misure di semplificazione, con un’attenzione esplicita a soglie, catena del valore e assurance. [9] [10] In questo contesto, la serie ISO/TC 322 costituisce un’infrastruttura tecnica che consente alle istituzioni finanziarie di tenere insieme tre esigenze. Allineamento strategico e accountability interna. Coerenza e comparabilità dei dati. Credibilità della transizione, in particolare attraverso dispositivi di pianificazione net zero strutturati e non selettivi. [1] [2] La finanza sostenibile, così intesa, non è più soltanto un tema di compliance. È una capacità organizzativa che deve essere governata, misurata e resa auditabile, proprio mentre la regolazione tenta di ridurre il rumore e preservare il segnale.
Finanza sostenibile e sostenibilità integrale. Il richiamo di Papa Francesco
Parlando di finanza sostenibile, assume rilievo l’intervento che Papa Francesco ha rivolto ai partecipanti ai “Dialoghi per una finanza integralmente sostenibile” il 3 giugno 2024. Il Santo Padre richiama la responsabilità di “congiungere l’efficacia e l’efficienza con la sostenibilità integrale, l’inclusione e l’etica”, invitando a non fermarsi al livello esortativo ma a “guardare al funzionamento della finanza” per individuare punti deboli e immaginare correttivi concreti, perché in gioco vi è la dignità delle persone più fragili e la giustizia sociale. In questo orizzonte, la frase più netta resta quella che va assunta come criterio di discernimento permanente. “Il denaro deve servire e non governare”. È un richiamo che, letto insieme alla critica del “paradigma tecnocratico” e alla richiesta di una nuova cultura capace di dare spazio a un’etica solida e a una responsabilità verso la casa comune, suggerisce che la finanza sostenibile non può ridursi a un adempimento, ma deve rimanere una scelta di indirizzo che orienta metodi, standard e decisioni al bene reale delle comunità.
Autori
* Oliviero Casale è General Manager di UniProfessioni e Innovation Manager certificato; componente del CtS di Net EU Association; consigliere della Fondazione Communia; coordinatore del World Industry 5.0 Forum by Confassociazioni; segretraio di AICQ Emilia Romagna e Marche; componente di ISO TC/279 (Innovation management); Cultore della Materia in “Affidabilità Controllo Qualità e Certificazione di Processo e di Prodotto” presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Bologna.
Email: oliviero.casale@uniprofessioni.it
Linkedin: https://linkedin.com/in/olivierocasale/
** Paola Rinaldi è laureata in Fisica e PhD in Ingegneria elettrotecnica; titolare del corso di “Affidabilità, Controllo Qualità e Certificazione di Processo e di Prodotto” nel C.d.L. in Ingegneria Gestionale nell’Università di Bologna; Vicepresidente di Aicq Emilia-Romagna e certificata come Circular Economy Advisor.
Email: paola.rinaldi@unibo.it
Linkedin: https://linkedin.com/in/paola-rinaldi-phd-748b22a0
Bibliografia
[1] ISO 32210:2022 Sustainable finance — Principles and guidance. ISO, 2022.
[2] ISO/TR 32220:2021 Sustainable finance — Basic concepts and key initiatives.
[3] European Commission. “Communication and press material on the Omnibus package for sustainability reporting and due diligence.” European Commission, 26 Feb. 2025. Press material.
[4] Platform on Sustainable Finance. “Simplifying the EU Taxonomy to Foster Sustainable Finance. Report on Usability and Data.” European Commission, Feb. 2025. Report.
[5] European Commission. “Illustrative examples and templates. Delegated Act amending the Taxonomy Disclosures, Climate and Environmental Delegated Acts.” European Commission, 4 Jul. 2025. Technical annex and templates.
[6] European Parliament and Council of the European Union. “Regulation (EU) 2020/852 on the establishment of a framework to facilitate sustainable investment.” Official Journal of the European Union, 2020. Regulation text.
[7] European Parliament and Council of the European Union. “Regulation (EU) 2019/2088 on sustainability-related disclosures in the financial services sector.” Official Journal of the European Union, 2019. Regulation text.
[8] Internal synthesis note. “Taxonomy_Note.” n.p., n.d. Working note on EU Taxonomy delegated acts and disclosure templates.
[9] Commissione europea. “Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive (UE) 2022/2464 e (UE) 2024/1760 per quanto riguarda le date a decorrere dalle quali gli Stati membri devono applicare taluni obblighi relativi alla rendicontazione societaria di sostenibilità e al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità.” COM(2025) 80 final, 26 Feb. 2025. Proposta legislativa.
[10] Consiglio dell’Unione europea. “Pacchetti legislativi omnibus riguardanti la semplificazione – Relazione sullo stato di avanzamento dei lavori.” Doc. 13787/25, 13 Oct. 2025. Nota del Segretariato generale del Consiglio.
[11] ISO/TS 32211 [Under development] Sustainable finance — Products and services — Requirements and guidance.
[12] ISO/FDIS 32212 [Under development] Sustainable finance — Net zero transition planning for financial institutions.
[13] ISO/AWI TS 32214 [Under development] Data Model for Carbon Credit Markets.
[14] ISO/WD TS 32219 [Under development] Sustainable Finance — Guidance on impacts, risks and information technology terms, concepts and use cases.



